Opera epilogo del ciclo, Inferno 3000 è un viaggio viscerale dominato dal rosso. Scene di tragedie storiche, da Hiroshima ad Auschwitz, sono “pietrificate” nel tessuto, denunciando l’impatto distruttivo dell’uomo sulla Terra e invitando a una nuova consapevolezza etica.
The series’ epilogue, Inferno 3000 is a visceral journey dominated by red. Historical tragedies—from Hiroshima to Auschwitz—are “petrified” in the fabric, denouncing humanity’s destructive impact on Earth and calling for a new ethical awareness.
In uno scenario segnato dall’acidificazione lagunare e da vulcani emergenti, Venezia sopravvive su pilastri di roccia. L’opera celebra la resistenza delle architetture storiche, che restano intatte come testimoni eterni di fronte allo stravolgimento dell’ecosistema.
In a scenario marked by lagoon acidification and emerging volcanoes, Venice survives on rock pillars. The work celebrates the resistance of historical architecture, which remains intact as an eternal witness to the ecosystem’s upheaval.
Ispirata alla scoperta del sistema TRAPPIST-1, l’opera narra il trasloco dei monumenti romani nello spazio. Attraverso trame tridimensionali, i DAMSS mostrano gusci vuoti e simulacri deformi: una critica alla tecnologia che può clonare la materia, ma non l’anima di una civiltà.
Inspired by the TRAPPIST-1 discovery, this work depicts the relocation of Roman monuments into space. Through 3D textures, DAMSS reveals empty shells and deformed simulacra: a critique of technology that can clone matter but not the soul of a civilization.
La prima opera del ciclo trasforma scarti di seta pregiata in una visione distopica della metropoli meneghina. La morbidezza del tessuto diventa metafora di un’aria densa e irrespirabile, interrogando lo spettatore sul futuro della produzione industriale e della sostenibilità urbana.
The first work of the cycle transforms high-end silk scraps into a dystopic vision of Milan. The fabric’s softness becomes a metaphor for thick, unbreathable air, questioning the viewer on the future of industrial production and urban sustainability.
“Cinque Terre” è un omaggio alla bellezza fragile della costa ligure. Attraverso una complessa stratificazione di tessuti tecnici e fibre naturali di recupero, i DAMSS ricostruiscono la verticalità dei borghi marinari. L’opera non è una semplice veduta, ma una mappatura tattile dove le cuciture diventano sentieri e le variazioni cromatiche dei blu e degli ocra raccontano l’erosione e la forza di un territorio unico al mondo.
“Cinque Terre” is a tribute to the fragile beauty of the Ligurian coast. Through a complex layering of technical fabrics and salvaged natural fibers, DAMSS reconstructs the verticality of the seaside villages. The work is not a mere landscape view but a tactile mapping where the stitching becomes paths and the chromatic shifts of blues and ochres narrate the erosion and strength of a unique territory.






