INSTALLAZIONE D’ARTE SITE SPECIFIC

Una passeggiata attraverso l’installazione degli artisti DAMSS dal titolo “Connecting people” nel foyer della fiera di Vicenza è un’esperienza straordinaria.
Non si può vedere l’altra estremità in quanto i filati precludono la visione della fine.
E’ un’opera d’arte che rende lo spazio diverso da quello che realmente è.
Senza questa opera d’arte il foyer sarebbe relegato ad essere il luogo di passaggio tra un capannone e l’altro.

Con quest’opera d’arte il foyer diventa un nuovo spazio, un luogo dove le persone
vogliono indugiare, un luogo elevato di grado.
La sostanza tecnica di questa installazione è la grande massa di multicolori cimosse sorrette da una struttura di corde tese tra le colonne, e illuminata da luci dietro e dentro di essa.
La nuvolosità degli intrecci ammorbidisce e fonde i colori in ogni lunghezza d’onda dello spettro.

L’effetto miracoloso di questo progetto è l’interazione tra luce e struttura che altera tutto lo spazio in una fantasia estrema.
I visitatori si fermano a guardare, a scattare foto, entrano e vagano tra le strutture tessili perché l’arte dell’installazione altera le nostre percezioni di quello spazio.
Il senso della realtà viene alterato dalle sensazioni che portano il visitatore in un altro mondo; questo è l’effetto della tecnica dell’installazione.
Un esame delle definizioni online dell’espressione “installazione d’arte” mostra dagli anni 70 un’ideologia coesa.
Per installazione si intende un genere di arte visiva, in genere tridimensionale. E’ sostanzialmente un’opera d’arte che comprende media, oggetti e forme espressive di qualsiasi tipo installati in un determinato ambiente. “…
Una delle caratteristiche principali per definire un’opera d’arte installativa è il fatto che essa abbia come soggetto principale il fruitore.

Tutto deve essere costruito per modificare o comunque sollecitare la percezione dello spettatore che diviene parte integrante del lavoro: senza il fruitore, l’opera d’arte installativa non esiste. Altrettanto essenziale è il fattore dell’ambiente nel quale l’opera è integrata” …
si possono concepire anche delle installazioni smontabili per rendere possibile la sistemazione in un’altra sede“…

 

E ora parliamo dell’ installazione site specific.
L’arte e lo spazio lavorano insieme contemporaneamente e creano un nuovo ambiente,
un posto che è fuori dall’ordinario e coinvolgono lo spettatore per conto dell’artista.
Rimuovendo il lavoro da quel sito sia il sito sia l’opera d’arte sperimenteranno evidente una perdita: ciascuno sarà meno di quello che era quando entrambi funzionavano insieme, si tratta dell’effetto Gestalt in cui “l’intero è maggiore della somma delle sue parti”.

Se l’opera non è specifica di quel sito, e quindi non si può dire che modifichi lo spazio all’interno del quale esiste, se ne deduce che l’opera non site specific diventa scultura o altro genere di arte.
Per definire se un’opera è un’installazione artistica proviamo a rispondere a semplici domande:
  1. Il sito e l’opera sono specifici? Può l’opera essere spostata con successo in qualsiasi altro luogo mantenendo gli stessi significati?                                          Se non potesse essere trasferita in un altro posto con successo, allora è site-specific.
  1. Tale trasferimento potrebbe distruggere la sinergia tra opera e sito che crea una più grande unità?                                                                                                    Se è così, allora il lavoro è site-specific.
  1. L’ opera trasmette un’idea o un messaggio?                                                            Il collegamento tra opera, spazio, e messaggio definisce l’arte dell’installazione.
Semplicemente installare un lavoro in un posto come dispositivo permanente non è sufficiente per soddisfare i criteri di installazione d’arte.
Per evitare confusione, è utile la seguente definizione:
Un’installazione site specific è un genere di arte creata con qualsiasi mezzo che esiste sia temporaneamente o permanentemente, e trasmette un messaggio dell’artista allo spettatore ed è specifica del sito.
Modifica lo spazio in cui esiste così l’arte e lo spazio convivono come uno e sono reciprocamente dipendenti l’uno dall’altro.

QUANTI AMICI ARTISTI

Alla Biennale d’arte tessile 2018 in Francia abbiamo incontrato tanti amici artisti e abbiamo fatto nuove amicizie!

Paola ZandaI mitici Paolo ZandaPaola Zanda dalla Svizzera

Elisabeth De la Croix (2)Elisabeth De la Croix

Elisabeth De la Croix dalla Svizzera

Dijanne CevaalI mitici PaoliZanda (12)

Dijanne Cevaal dall’ Australia

Bella KaplanMaya Chaimovich

Da Israele Bella Kaplan e Maja Chaimovich

SAQA

Il gruppo SAQA Europe

Tuija Jarvela Unsitalo (2)

Tuija Jarvela Unsitalo dalla Finlandia

E TANTI ALTRI ANCORA DA TUTTO IL MONDO

FIBER ART ITALIANA un intreccio virtuoso

In un momento in cui l’ arte tessile sta avendo in Italia e nel mondo una diffusione e una valorizzazione più ampia nel campo dell’ arte ecco pubblicato un libro sulla Fiber Art Italiana a cura di Renata Pompas dal titolo “ FIBER ART ITALIANA. Un intreccio virtuoso”.

Negli ultimi anni abbiamo visto un fiorire di mostre sull’ arte tessile a partire dalla 54ma Biennale d’ arte di Venezia nel 2017 all’ insegna della Fiber Art, per arrivare a Roma, Como, Milano , Torino ecc.

Che cosa è la Fiber Art? La definizione che ne dà l’autrice del volume è la seguente; “Fiber Art , una corrente dell’ arte contemporanea che accumula ricerche basate sulle pratiche e/o sui materiali tessili, assunti nelle declinazioni materiche o nelle loro rappresentazioni concettuali. Nata tra gli anni Sessanta e Settanta la Fiber Art ha sempre agito in una piccola e sofisticata nicchia del mercato dell’ arte, se pur a livello mondiale, e ciò ha fatto si che non abbia ottenuto un riconoscimento istituzionale della sua specificità da parte di quella microsocietà internazionale che determina la finanza del mercato artistico,rimanendo così sconosciuta al grande pubblico.”

Un libro che per la prima volta ricostruisce la storia del movimento italiano e del dibattito sulla sua definizione, collocando la Fiber Art italiana nel contesto internazionale e nazionale, con la segnalazione delle principali mostre che si sono tenute in Europa e in Italia.

Il cuore del libro è costituito da una sessantina di schede corredate da numerose immagini a colori, dedicate agli artisti fondatori e alla generazione successiva. Una ricostruzione approfondita e appassionante che permette finalmente di delineare, far conoscere e far apprezzare un movimento artistico in cui l’idea non ha mai prevalso sull’opera, il concetto sulla realizzazione, ma è stata data importanza anche al fare, alla materia, alla ricerca della bellezza e del coinvolgimento sensoriale. 

Le schede sono dedicate agli artisti fondatori, provenienti sia dalla polimatericità delle espressioni artistiche sia dall’ alto artigianato, che hanno intrecciato i loro percorsi artistici unendosi nella promozione e diffusione del movimento. Tra questi artisti ricordiamo Paola Besana, Maria Lai, Maria Luisa Sponga, Lydia Predominato, Roberta Chioni, Eva Basile, DAMSS e tanti altri ancora.

RENATA POMPAS

“ FIBER ART ITALIANA. Un intreccio virtuoso”

Aracne editrice 

http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825509021

fiberart italiana scheda DAMSS

WE WISH YOU AN ARTY CHRISTMAS

AUGURI 2017

AUGURI 2017

Un viaggio tra architettura e design.

L’installazione DAMSS è composta da due soggetti che rappresentano angoli di un giardino sintetico.
Lo spettatore si trova immerso in questi volumi e ne coglie una visione, che poi viene amplificata dalla propria fantasia, come se si trovasse all’interno di una grande eco cromatica.
L’architettura dell’installazione proietta quest’opera nel mondo del design, fornendo uno spunto per la realizzazione di opere simili sia in ambito urbano che sociale.
Un sottotitolo dell’installazione potrebbe essere vivere in accordo con la natura, un diritto e in ugual misura un dovere, ecco perché questa nostra opera rappresenta il sodalizio consapevole tra uomo e natura.