Milano 3000, 2016
arazzo, seta, tessuti sintetici, ricamo,10,50 x 4 m
MILANO 3000 – La bellezza soffocata
Il contrasto tra l’eccellenza del lusso e l’oppressione ambientale.
SCHEDA TECNICA
Autori: DAMSS (Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori)
Anno: 2016
Serie: Prima opera della serie Città Future.
Tecnica: Fiber Art. Assemblaggio manuale di scarti di seta pregiata.
Materiali: Sete di recupero dall’Alta Moda italiana, filati misti.
Dimensioni: 1050 x 400 cm (42 mq). Composta da 7 pannelli (150 x 250 cm cad. – coerenza strutturale).
Dettagli Esecutivi: 9 mesi di lavoro, 35 kg di peso, 50 km di filato, 180 mq di tessuto.
CONCEPT
Un’opera di denuncia che utilizza il simbolo dell’eccellenza meneghina – la seta – per descrivere una metropoli avvolta da una cappa opprimente. La preziosità del materiale diventa metafora di un’aria ricca di attività ma irrespirabile. Una mappa della consapevolezza che interroga il futuro: potrà la città sopravvivere al proprio benessere produttivo trovando una nuova trama sostenibile?
MILANO 3000 – Suffocated Beauty
The contrast between luxury excellence and environmental oppression.
TECHNICAL DATA SHEET
Authors: DAMSS (Daniela Arnoldi and Marco Sarzi-Sartori)
Year: 2016
Series: First artwork in the Future Cities series.
Technique: Fiber Art. Manual assembly of high-end silk waste from Italian fashion.
Materials: Industrial salvaged silk, mixed yarns.
Dimensions: 1050 x 400 cm (42 sqm). Composed of 7 panels (150 x 250 cm each).
Executive Details: 9 months of craftsmanship, 35 kg in weight, 50 km of yarn, 180 sqm of fabric.
A work of protest that utilizes the symbol of Milanese excellence—silk—to describe a metropolis shrouded in an oppressive haze. The preciousness of the material becomes a metaphor for an atmosphere that is rich in activity yet unbreathable. It is a “map of awareness” that questions the future: can the city survive its own productive prosperity by finding a new, sustainable texture?
arazzo, seta, tessuti sintetici, ricamo,10,50 x 4 m
La prima opera del ciclo trasforma scarti di seta pregiata in una visione distopica della metropoli meneghina. La morbidezza del tessuto diventa metafora di un’aria densa e irrespirabile, interrogando lo spettatore sul futuro della produzione industriale e della sostenibilità urbana.
The first work of the cycle transforms high-end silk scraps into a dystopic vision of Milan. The fabric’s softness becomes a metaphor for thick, unbreathable air, questioning the viewer on the future of industrial production and urban sustainability.