POP SUPPER – Il consumo del sacro

Un’opera provocatoria che fonde la tradizione del cenacolo con l’estetica della Pop Art e la critica al consumismo moderno.

SCHEDA TECNICA

  • Autori: DAMSS (Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori).

  • Anno: 2019

  • Serie: Seconda opera della serie “Trittico della Convivialità”.

  • Tecnica: Progettazione digitale, stampa su tessuto, ricamo industriale e manuale.

  • Materiali: Tessuti tecnici lucidi, derivati plastici, filati dai colori saturi.

  • Dimensioni: 1200 x 400 cm (48 mq).

  • Dettagli Esecutivi: Sviluppata come ponte tra l’artigianalità della Fiber Art e le nuove tecnologie di stampa digitale su grande formato.

IL CONCEPT

Se l’Ultima Cena era spirituale, Pop Supper è una deflagrazione di colori e simboli contemporanei. In questa installazione di 12 metri, il banchetto sacro viene “contaminato” dai ritmi della società di massa. Il titolo stesso è un gioco di parole tra l’eucaristia e la cultura Pop. I DAMSS utilizzano colori acidi e contrasti forti per riflettere sulla banalizzazione dei riti: la tavola non è più solo luogo di spirito, ma palcoscenico di apparire. Tuttavia, il recupero dei materiali (scarti industriali) funge da contrappeso etico: l’arte riutilizza ciò che la società “Pop” scarta, ridando dignità e bellezza al rifiuto.

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POP SUPPER – The Consumption of the Sacred

A provocative work that blends the tradition of the cenacle with Pop Art aesthetics and a critique of modern consumerism.

TECHNICAL SHEET

  • Artists: DAMSS (Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori).

  • Year: 2019

  • Technique: Digital design, fabric printing, industrial and manual embroidery.

  • Materials: Shiny technical fabrics, plastic derivatives, high-saturation yarns.

  • Dimensions: 1200 x 400 cm (48 sqm).

  • Execution Details: Developed as a bridge between the craftsmanship of Fiber Art and new large-format digital printing technologies.

THE CONCEPT

If the Last Supper was spiritual, Pop Supper is an explosion of contemporary colors and symbols. In this 12-meter installation, the sacred banquet is “contaminated” by the rhythms of mass society. The title itself is a play on words between the Eucharist and Pop culture. DAMSS use acid colors and sharp contrasts to reflect on the trivialization of rituals: the table is no longer just a place of spirit, but a stage for appearance. However, the use of recycled materials (industrial waste) acts as an ethical counterweight: art repurposes what “Pop” society discards, restoring dignity and beauty to the rejected.

POP SUPPER,  2019,

dimensioni 10,50 X 4 metri, tessuti sintetici e naturali fortemente manipolati

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Un’opera provocatoria di 48 mq che fonde l’eucaristia con l’estetica della cultura di massa. Colori acidi e tessuti tecnici lucidi denunciano la banalizzazione dei riti contemporanei, mentre il recupero etico dei materiali trasforma lo scarto della società “Pop” in una nuova forma di bellezza e riflessione.

Tags: AI Art (Intelligenza Artificiale) / Arte Materica / Circular Economy (Economia Circolare) / Computer Graphics / Contemporary Tapestry (Arazzo Contemporaneo) / Digital Design / ELEMENTI / Embroidery (Ricamo) / Environment (Ambiente) / Fiber Art / Generative Art / Hand-loom Weaving (Tessitura a mano) / Installazione Monumentale / Large Scale Art / Modular Work (Opera Modulare) / Museum Installation / Nature & Art / Recycled Textiles (Tessuti riciclati) / Site-specific / Soft Sculpture / Sustainable Art / Tetralogia / Textile Art / Universal Laws (Leggi Universali) / Upcycling / Water Air Earth (Acqua Aria Terra)